La tua Crescita Aziendale passa per questo post!

In questo post, analizzeremo in modo dettagliato le differenze fondamentali tra una Partita IVA ed una S.R.L. (società a responsabilità limitata) e di quanto scegliere la seconda forma, possa realmente fare la differenza all’interno della tua dinamica Imprenditoriale.

Da molto tempo infatti, i miei studi e le curiosità dei miei assistiti mi hanno portato ad eseguire una analisi approfondita legata a questi due temi che sono sicuro saranno molto importanti anche per te e per la tua crescita aziendale.

Iniziamo subito, d’accordo?

Norme 2019 sulla Partita Iva: cosa è cambiato?

Dal 2019 la Legge di Bilancio ha approvato la Flat Tax per le P.Iva con regime forfettario (o dei minimi) per i ricavi e compensi fino a 65000€ e con una tassa pari al 15 o 5% per i primi 5 anni di attività.

Quindi, ciò che appare subito è che il volume d’affari si sia raddoppiato, da 30000 a 65000€.

Questi dettagli sono da intendersi per nuove StartUp costituite nel 2019 e per tutti i professionisti che nel 2018 avessero conseguito ricavi o sostenuto spese non superiori a 5000€.

Esclusi da questa nuova tassazione sono i soggetti che hanno una contemporanea partecipazione in società di persona, imprese familiari e coloro che hanno il controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata.

Stesso discorso vale per le persone fisiche che abbiano esercitato attività nei confronti di datori di lavoro, sia per attività ancora in corso o per attività svolte nei due anni precedenti alla nuova tassazione sopra citata.

All’interno di questo insieme di soggetti, si possono inserire anche coloro che si avvalgono di un regime speciale di Iva, soggetti non residenti in Italia e coloro che effettuano in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati, terreni o mezzi di trasporto.

Dall’anno corrente 2019 inoltre, viene abolita l’applicazione dell’Iva sulle fatture.

Ciò significa che i possessori di Partita Iva con Regime Forfettario non dovranno e non potranno liquidare o versare l’Iva.

Quanto costa aprire una Partita Iva con Regime Forfettario?

Questa è una domanda che molti mi pongono, quasi ogni giorno.

Aprire una partita iva con regime dei minimi o forfettario, non ha praticamente nessun costo.

Ad avere un costo sono le pratiche burocratiche da portare a compimento per avviare una P.Iva con tale regime.

Infatti, bisogna considerare delle spese iniziali, vale a dire i costi di mantenimento (vedrai tra poco a cosa mi riferisco) ed i costi annuali.

Procediamo per gradi.

L’apertura di una Partita Iva con Regime Forfettario richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio, con un costo che si aggira tra gli 80 ed i 100€.

A questi, bisogna aggiungere il costo delle pratiche interne dello studio del tuo Commercialista di riferimento che essendo variabili, non posso definire in questo articolo.

Per dare “vita” alla tua P.Iva, dovrai inoltre compilare un modello A9 per l’Agenzia delle Entrate all’interno del quale, qualora il tuo regime fosse forfettario, dovrai indicare che il tuo volume di affari sia inferiore a 65.000€.

Importante da tenere in considerazione è che il volume d’affari viene considerato su base annua.

Ciò significa che, aprendo la Partita Iva a Gennaio bisogna considerare l’intero anno, invece, se dovessi avviare la tua attività a Giugno, dovrai rapportare i 65000€ ai dodicesimi effettivi.

Ai costi già citati, bisogna aggiungere i contributi INPS e le eventuali percentuali di superamento del reddito minimo.

Vediamoli nel dettaglio.

Gestione artigiani e commercianti e gestione separata INPS

I costi relativi alla gestione artigiani e commercianti sono pari a 950€ trimestrali, per un totale di circa 3800, 3900€ annuali.

Per i soggetti che non sono compresi nella gestione sopra citata, bisogna considerare la gestione separata dell’INPS che è pari al 25,72% calcolata sul reddito complessivo.

Inoltre, ciò che molti tengono a non sottolineare, riguarda il superamento della soglia del reddito minimo.

In particolare, qualora si dovessero superare i 15710€ si dovrà aggiungere percentuale pari al 24%.

Riassumendo, prendendo come esempio quello di un professionista soggetto alla gestione separata dell’INPS e con un reddito minimo superiore alla quantità che ho appena esposto, avremo le seguenti percentuali di tassazione da sommare:

  • Flat Tax del 15%
  • Gestione separata INPS 25,72%
  • Superamento reddito minimo 24%

Questi i costi eventuali per coloro che aprono una Partita Iva con Regime Forfettario.

Perché la P.Iva non può essere la soluzione giusta?

Dalla mia esperienza, ritengo che aprire una Partita Iva sia la scelta corretta per coloro i quali hanno un fatturato inferiore a 20000€, poiché soprattutto con l’abolizione dell’Iva sulle fatture, i margini di ricavo diventano davvero minimi.

Perché mi sono soffermato su questo dettaglio relativo all’Iva?

Il motivo è semplice.

Quando si parla di fatture, è d’obbligo considerarle nella loro totalità.

Difatti, dobbiamo tenere conto delle fatture emesse per i ricavi e soprattutto di quelle relative alle spese.

Proprio in questo caso, con un regime forfettario non ci sarà nessuna possibilità di deduzione dell’Iva dalle spese, il che significa doversi sobbarcare un costante 22% su ogni acquisto o spesa interna all’attività.

Uno degli aspetti più importanti quando si parla di attività professionale, riguarda i costi interni al proprio lavoro.

In particolare, non potendo dedurre la percentuale di Iva dalle spese, ogni attività lavorativa di questo genere, dovrà aver presente che oltre alle percentuali relative all’INPS ed alla Flat Tax, dovrà aggiungere anche il 22% della mancata deduzione dell’Iva, generando così un aggravio non indifferente alla propria posizione fiscale.

Tradotto in modo comprensibile, aderire ad un regime del genere, significa essere costantemente pressati da costi continui che molto spesso, rendono complicato l’inserimento nel Mercato di riferimento.

Per questi motivi e per molti altri che ti mostrerò nel prossimo paragrafo, ritengo che la soluzione corretta sia aprire una S.R.L.

La S.R.L come scelta Imprenditoriale.

Vediamo prima di definire il campo decisionale che dovrebbe portare un professionista a scegliere una S.R.L.

Scegliere una Società a Responsabilità Limitata, significa decidere prima di tutto di voler essere un Imprenditore e quindi guardare con un occhio differente la propria attività e soprattutto, gestirla in modo quasi scientifico.

C’è un momento particolare, a mio avviso, in cui il passaggio da Partita Iva ad S.R.L diventa quasi naturale.

Infatti, una volta superata la soglia dei 30000€ di fatturato, non si può più legare la propria attività ad una Partita Iva, ma occorre un cambio repentino di gestione.

Vorrei soffermarmi su questo punto, perché lo ritengo fondamentale per la corretta evoluzione dell’Imprenditore.

Perché dovresti cambiare la tua gestione?

Come sai, sono il creatore del “Sistema Impresa Vincente” che poggia su tre pilastri principali:

  • Educare
  • Crescere
  • Proteggere

La scelta fra una P.Iva ed una S.R.L. riguarda soprattutto il secondo pilastro.

La Crescita della tua attività, non può essere sconnessa da una corretta gestione finanziaria.

Non puoi pretendere di arrivare a determinati traguardi se non scegli i giusti strumenti per raggiungerli.

Essere un Imprenditore Vincente (così come definisco i miei assistiti qui ad Imprefocus), significa compiere le giuste scelte per rendere la gestione della tua attività più semplice, dinamica e soprattutto connessa a quelle che sono le tue esigenze.

Inoltre, crescere vuol dire iniziare ad aver ben presente una variabile fondamentale per ogni Imprenditore: vale a dire il Margine di Contribuzione.

A cosa si riferisce questa variabile?

Oggigiorno, il commercialista classico fa riferimento ad una sola voce all’interno della tua gestione finanziaria, vale a dire le Fatture.

Purtroppo però, la quantità ed il valore delle tue fatture, non servono a definire la qualità della tua Azienda.

Proprio per questo, la mia chiave di lettura principale è il Margine di Contribuzione.

Questa voce mi dice quanti soldi hai effettivamente sul tuo conto a fine anno e quanto il tuo saldo sia aumentato.

Solo così potrai capire in quale direzione stia andando la tua Impresa.

Il Mondo è cambiato e tu non puoi permetterti di rifarti a vecchi schemi ormai antiquati.

Se vogliamo davvero puntare ad una Crescita Aziendale sostanziosa e sostanziale, dobbiamo utilizzare gli strumenti migliori.

Proprio per questo motivo, ritengo che una S.R.L sia la strada migliore verso una reale crescita aziendale.

Nel prossimo paragrafo ti mostrerò i costi che ha una S.R.L.

S.R.L quanto cosa?

Prima di tutto, dobbiamo distinguere una Srl da una S.R.L.S.

Nel primo caso infatti, parliamo di Società a Responsabilità Limitata, nel secondo invece, di Società a Responsabilità Limitata Semplificata.

Analizziamo i costi di quest’ultima che molto spesso, risulta essere la più vantaggiosa.

Una Srls ha dei costi davvero esigui.

Il costo di costituzione è di 320€ totali, escluse eventuali spese relative allo studio al quale ti rivolgerai.

Una Srl ha un costo costitutivo di 1500€.

Quanto costa la gestione di una Srl?

I costi annuali di gestione di una Srl sono i seguenti:

  • Tassa di vidimazione libri sociali pari a 309,87€
  • Deposito di bilancio pari a 300€
  • Camera di Commercio 200€

Quest’ultima voce ha avuto un abbattimento del 35%, passando quindi a 130€.

Sommando quindi i costi annuali di una Srl, notiamo che si aggirano intorno ai 700€ l’anno.

Questa cifra è da considerarsi annuale e quindi slegata dalla fatturazione della società stessa.

Quali sono le tasse interne ad una Srl?

Per quanto riguarda la tassazione, ogni Srl paga una imposta fissa chiamata IRES pari al 24% a questa, bisogna aggiungere l’IRAP pari al 3,90%.

Inoltre, da Gennaio 2018, qualora la società in questione presenti degli utili da distribuire ai soci vi è una imposta del 26% che paga direttamente la società con il proprio capitale interno e non i soci.

Quali sono i vantaggi di una Srl?

Prima di tutto, vi è una differenza sostanziale fra SRL e P.Iva e riguarda la tua protezione.

Aprendo una Partita Iva, tu sarai interamente e personalmente responsabile per eventuali debiti nei confronti di terzi.

Il che significa che se non potessi pagare ciò che devi, potresti essere personalmente perseguibile a livello legale mettendo a rischio non solo il patrimonio economico ma anche i tuoi stessi beni.

Le Srl invece, essendo come la dicitura stessa spiega “a responsabilità limitata” ti permette di evitare situazioni come quella appena citata, poiché sarà la società stessa a rispondere per eventuali debiti e, qualora non potesse colmarli, potrai chiuderla senza mettere a repentaglio i tuoi beni personali.

Questo dovrebbe già essere un ottimo motivo per scegliere una S.R.L piuttosto che una P.Iva.

Ma i vantaggi non finiscono qui.

Elemento fondamentale riguarda la tassazione.

In particolare, come hai già avuto modo di vedere, una P.Iva con Regime Forfettario non ti permette di scaricare l’Iva al 22% ed inoltre a questa percentuale dovresti sommare quelle già citate sopra.

Con una S.R.L invece, la tassazione sarebbe fissa ed in particolare composta dall’IRES al 24% e dall’IRAP al 3,90%.

Sì, perché con una Srl, non dovrai avere paura di sforare alcun reddito minimo, poiché la tassazione resterà sempre uguale.

Inoltre, con una S.R.L si potrà dare inizio alla creazione di un vero e proprio assetto societario, poiché altri soggetti potranno entrare all’interno della società, finanziandola in cambio della ridistribuzione degli utili a fine anno.

Aggiungo che le banche, preferiscono di gran lunga una Srl e quindi, daranno maggiore credibilità alla stessa quando avrai bisogno di finanziamenti.

Come puoi notare da solo, soprattutto in ambito tassazione, una S.R.L. rispecchia uno strumento potenzialmente migliore di una P.Iva con Regime dei Minimi e quindi, si presenta come la strada migliore per una vera realtà Imprenditoriale.

Conclusione

Come hai avuto modo di vedere, la crescita di una Impresa passa in modo inequivocabile dalla corretta gestione interna.

Se è vero che la P.Iva è utile per chi inizia, non lo è altrettanto per chi vuole davvero essere un Imprenditore Vincente.

Se tu aspiri a fare della tua attività una Impresa Vincente, ti consiglio vivamente di scegliere una Srl poiché non solo avrai meno tasse da pagare, ma potrai gestirla nel modo migliore possibile, puntando a quelle che sono le tue esigenze e non più quelle dell’Agenzia delle Entrate.

Ti consiglio di non perdere il prossimo post, poiché analizzeremo in modo dettagliato la Tutela del tuo Patrimonio svelando così la forza del terzo pilastro, imparando così a proteggere tutti i tuoi sforzi.

Ti saluto,

E Buona Impresa.

Francesco Cardone.

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